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I dischi SSD si devono deframmentare ?

samsung-830-ssdLa tecnologia dei dischi allo stato solido SSD – Solid State Disk sta conoscendo un rapido sviluppo e, contemporaneamente, è sempre più frequente la domanda secondo la quale, per tenere sempre in massima performance il proprio computer, sia opportuno o meno eseguire le procedure di deframmentazione anche quando si monta un SSD.

La risposta a questa domanda è piuttosto semplice se si hanno ben chiare le differenze tra un disco allo stato solido ed un normale hard-disk. Una unità SSD è fondamentalmente una unità di memoria non volatile, come le flash RAM cards che si utilizzano nelle macchine fotografiche tanto per fare un esempio. La loro natura di accesso random alle informazioni le rende molto più veloci dei normali HD che invece accedono ai dati in modo sequenziale: questa caratteristica positiva è controbilanciata da un’altra, meno desiderabile, che spesso i produttori non evidenziano con l’opportuna enfasi e, soprattutto, gli acquirenti tendono a sottovalutare ovvero la il ciclo di vita dell’unità SSD.

Mentre, normalmente, per un normale HDD il ciclo di vita è misurato in ore di lavoro, per una unità SSD la vita utile si accorcia di un pochino ogni volta che vi si scrivono dei dati: esiste infatti un numero massimo di cicli di scrittura che un SSD, in base al modello ed al produttore, può sopportare. Se avete letto qualche test di performance delle unità disco a stato solido, avrete certamente notato che le velocità assolute decadono dopo che il disco è stato completamente riempito e quindi cancellato. Questa situazione invece non si verifica con i dischi magnetici HDD che vedono immutate nel tempo le loro prestazioni di read/write. Tutto questo porta ad un’altra considerazione riguardante l’affidabilità: se da un lato è vero che l’assenza di parti in movimento (specialmente le testine mobili) è un punto a favore, dall’altro bisogna considerare che le unità SSD, più sono sottoposte ad un carico di lavoro intenso, più rapidamente diventeranno inaffidabili.

E veniamo ora alla domanda sulla deframmentazione: quando si procede al defrag di un SSD si avvia un processo che genera una quantità enorme di scritture sull’unità che conseguentemente ne riducono molto rapidamente il ciclo di vita. Inoltre, dal momento che l’accesso ai dati non è sequenziale ma random, il fatto che un file sia spezzettato in centinaia di posizioni diverse piuttosto che in un unico blocco, non fa aumentare di una virgola le prestazioni.

La risposta quindi è NO: i dischi SSD non si dovrebbero deframmentare e se lo fate sappiate che siete stati voi ad accorciare la vita del vostro disco allo stato solido.

 


Whatsapp costerà 0,01€ al messaggio … l’ennesima bufala

369471-whatsapp-logoQuesta mattina ricevo da un mio contatto Whatsapp il seguente messaggio, evidentemente copiato e reinoltrato : “Whatsapp costerà 0,01€ al messaggio. Mandalo a 10 persone. Quando lo farai la luce diventerà blu (se non lo manderai l’agenzia di whatsapp ti attiverà il costo). Attenzione ricorda sul serio x questo per questo ti obbligano ad avere l’ultima attualizzazione! Lo hanno detto al tg5 !” Con tutta evidenza si tratta di una bella bufala con le solite caratteristiche della catena di S.Antonio per imbecilli che, troppo pigri o troppo stupidi per informarsi sulla reale validità del messaggio, inoltrano ad-cazzum. Ma vediamo come si smaschera una bufala come questa:

  1. L’italiano : la forma italiana è, a dir poco, approssimativa da cui si deduce che è stata tradotta da un messaggio in altra lingua (verosimilmente l’inglese) con tutta probabilita da un qualche traduttore automatico.
  2. La fonte : non è dichiarata e nemmeno cercando sul sito ufficiale di Whatsapp è possibile reperire riferimenti ad un ipotetico addebito di costi per messaggi.
  3. Il costo : l’introduzione, che il messaggio vorrebbe far apparire come a-tradimento, di un costo è del tutto ingiustificata. Whatsapp non è una applicazione totalmente gratuita come molti, ingenuamente, credono: se l’avete installata su un iPhone l’avete già pagata per il semplice download da iTunes (circa 0,99$); per tutti gli altri tipi di telefoni per i quali sia disponibile questa applicazione il costo, dopo un primo anno gratuito, è di circa 1,99$ all’anno.
  4. La tecnica : indubbiamente whatsapp è una applicazione dietro la quale ci sono grosse strutture per la raccolta e la consegna dei messaggi (milioni di utenti in tutto il mondo lo usano). I gestori/sviluppatori di questo servizio sostengono senza alcun dubbio dei costi (server, banda internet, aggiornamenti di sicurezza ecc.) e non si è mai visto che un gestore inciti alla diffusione di messaggi NON pubblicitari (che intaserebbero il servizio aumentandone i costi di gestione) con il solo risultato di far guadagnare la gratuità perpetua del servizio.
  5. La paura del complotto : il messaggio è costruito ad arte per instillare il dubbio che questa informazione sia stata tenuta ufficialmente nascosta e che questo passaparola sia nato da qualche eletto che essendone venuto a conoscenza, lo distribuisce gratuitamente per il bene dell’umanità. Anche l’accenno al fatto che whatsapp obblighi in qualche modo all’installazione del programma e di tutti gli aggiornamenti, vuol fare intendere che ci sia sotto qualcosa per spillare soldi. La realtà è ben diversa e tenere aggiornati i programmi, le applicazioni, è sempre buona cosa dato che vengono sistemate in continuazione piccole falle che possono compromettere la sicurezza d’uso del servizio.

Ma perchè nascono allora questi messaggi ? Il motivo principale, in questo caso come in tanti altri che hanno riguardato facebook per esempio, è quello di riuscire in qualche modo a limitare l’efficienza del servizio facendo leva sulla ingenuità (o stupidità) delle persone che, prese dalla smania di inoltrare qualcosa “che gli altri non sanno ancora” si premurano di informare amici e conoscenti, facendo però solo la figura degli allocchi.

Ogni volta che ricevete un messaggio per il quale siete invitati a inoltrare a quante più persone possibile, fermatevi un momento e ragionate su quello che avete ricevuto. E poi fate anche una bella ricerca sul web per capire se esiste un fondamento di verità: nel 99,9% dei casi non ne troverete quindi … cestinate.

 


Pulitura disco : disabilitare calcolo compressione file obsoleti

Pulitura discoFino a Windows 2003 l’utilità di pulitura di dei dischi, al suo avvio, effettuava una lunga e noiosissima procedura di calcolo dello spazio che si potrebbe recuperare se si effettuasse una compressione dei file vecchi o poco utilizzati. A parte la lentezza della procedura, l’esecuzione della eventuale compressione suggerita, è a mio avviso da evitare come la peste. I motivi sono presto detti:

  • i file compressi, specialmente se di sistema, devono essere “decompressi” prima di poter essere utilizzati, rallentando quindi in generale le prestazioni del sistema
  • la compressione non è una soluzione ai problemi di spazio: è come se cercassimo di ficcare più roba possibile nel nostro ripostiglio semplicemente schiacciandola
  • in caso di impellente necessità di spazio, aggiungete nuovi dischi e, se non volete “smanacciare” con le partizioni, utilizzate in modo accorto le Junctions (o symbolic links per Windows 7/ vista / 2008 ) a patto che il vostro FileSystem sia in formato NTFS.

Ma torniamo in argomento. Come disabilitare il calcolo della compressione dei file obsoleti ?

Accedere al registro di sistema (regedit) ed accedere al percorso

HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\VolumeCaches

All’interno di questo percorso esiste una chiave che si chiama “Compress Old Files”: semplicemente rinominatela in “_Compress Old Files” (mettendoci davanti un underscore o qualsiasi altro carattere di prefisso). Chiudete regedit ed accedete allo strumento di Pulitura Disco: l’analisi della compressione dei file obsoleti non viene più effettuata e non è più presente come opzione.

Per tornare alla configurazione precedente (con calcolo della compressione dei file obsoleti) semplicemente rinominate la chiave di nuovo in “Compress Old Files” (togliendo il carattere di prefisso che avevate precedentemente inserito).

Solita raccomandazione : se non sapete cosa state facendo riferitevi ad un esperto. Manipolare il registro di sistema può portare all’instabilità del sistema.

 



 
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