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Scalix : autenticazione Kerberos Single Sign On (SSO)

Come è noto Scalix offre un connettore per Outlook che funziona quale strato di emulazione MAPI: in parole povere Outlook funziona connesso a Scalix come se dietro ci fosse Exchange. Tra le caratteristiche salienti di questo connettore vi è la possibilità di implementare un sistema di SSO (Single Sign On) ovvero quella tecnica per la quale, all’apertura di Outlook, l’utente non dovrà inserire alcuna password nè vi sarà necessità di memorizzarne una nel profilo. In questo modo le policy di scadenza delle password di Windows potranno essere tranquillamente mantenute e l’autenticazione a Scalix avverrà tramite scambio di gettoni (token) Kerberos.

La parte propedeutica alla attivazione del sistema SSO prevede la configurazione di agreement di sincronizzazione con Active Directory (ovviamente dovete avere un Dominio AD configurato) tramite il quale Scalix “carica” e mantiene aggiornati gli utenti secondo quanto specificato in AD. Questa parte non è argomento di questo post.

Quello di cui mi voglio occupare invece è la parte in cui la documentazione Scalix richiede la creazione di un account speciale “scalix-ual” che serve per lo scambio dei messaggi Kerberos tra il server Scalix ed il server Windows. La procedura prevede la creazione, appunto, di un normale account utente chiamato scalix-ual (potrebbe anche essere un altro nome ma bisognerebbe spippolare poi nella configurazione di Scalix per cambiare il principal name), assegnargli una password, generare un file keytab tramite i Support Tools di Windows, ed importare il keytab generato nel database del server Scalix. (Scalix Setup and Administration Guide 11.3 pagina 54 e successive).

La procedura è corretta … tranne in un caso : ovvero quando avete configurato Samba sul vostro server Scalix e avete fatto il join al dominio di Windows.

In questo secondo scenario, infatti, la procedura con cui Samba si aggancia al dominio prevede la creazione di un account per il computer nel container Computer di AD e contestualmente genera anche un database keytab per Kerberos. Se, essendo in questa situazione, seguite la procedura indicata da Scalix per l’implementazione del Kerberos SSO vi troverete con :

  • Diversi errori nel log degli eventi del server Windows (sezione Sistema) con ID Evento 11 e origine KDC. Il messaggio (in inglese) recita così : There are multiple accounts with name scalix-ual/HOST.FQDN of type DS_SERVICE_PRINCIPAL_NAME.
  • L’autenticazione dei client Outlook fallisce sistematicamente

Questo comportamento è dovuto al fatto che già l’account del computer inserito in dominio ricopre la funzione di Principal per lo scambio di messaggi Kerberos e accoglie in maniera jolly tutte le richieste di servizio Kerberos. Creare un secondo account utente per questo scopo causa l’errore KDC 11.

Se avete inserito il server Scalix in un dominio AD tramite Samba tutto quello che dovete fare è editare, in active directory, l’account del computer, accedere al tab Delega ed abilitare l’opzione “Considera attendibile per tutti i servizi (Solo Kerberos)”.

Non c’è null’altro da fare.

Autenticazione AD per MailArchiva con Scalix

Sono un paio d’anni che usiamo, con soddisfazione, Scalix sia per la nostra struttura, che per quella dei nostri clienti. Innumerevoli sono i vantaggi offerti da Scalix rispetto ad Exchange:

  • Lo stack di investimento: per avere un server Exchange devi comprare per forza Windows Server e relative CAL. Con Scalix invece puoi affidarti ad un robusto e spesso gratuito server Linux tra quelli compatibili. Con soddisfazione abbiamo sempre adottato CentOS (ora alla versione 5.4) spendendo solo quanto necessario per dotarsi di un buon hardware sufficientemente dimensionato. In termini di costo licenza per il mail server poi i due prodotti non sono nemmeno comparabili con un indubbio vantaggio a favore di Scalix. E’ pur vero che il costo di licenza andrebbe rinnovato di anno in anno per poter ricevere le nuove release. Ma se la vostra installazione è stabile, protetta da un buon firewall e non sono cambiate le vostre esigenze di interfacciamento con altre periferiche o software, potete rimanere allo stato dell’ultima release che avete installato.
  • Continuità : è un fatto che i continui windows update richiedono sempre più spesso riavvii della macchina.  Con Scalix, e Linux ovviamente, i tempi di down per l’applicazione delle patch di aggiornamento sono significativamente ridotti.
  • Spazio : Exchange nella versione Standard ha dei limiti di spazio, per quanto ampi, allo storage della posta e degli altri elementi. Scalix invece ha come unico limite lo spazio fisico dei dischi presso i quali è attestato il suo database.
  • Multi Client : Exchange elegge come client preferenziale Outlook. Per usarlo con altri client è necessario sfruttarne la connessione IMAP o POP3 (in questi casi molte funzionalità vengono perse, specialmente per tutti gli elementi NON POSTA come i contatti, il calendario ecc.) oppure limitarsi ad accedervi tramite l’interfaccia Web. Scalix offre tutto questo (con una WebMail decisamente più avanzata) e come plus offre anche un connettore per Evolution il che vi rende possibile l’integrazione di un PIM Linux all’interno della struttura di rete (davvero tutti gli utenti devono avere Windows per forza ? Perchè non iniziate a risparmiare su quelle postazioni che non richiedono applicazioni office ????).

Ovviamente anche Scalix, dato che il suo competitor è proprio Exchange, cerca di combattere nello stesso campo (Windows), offrendo un sistema di autenticazione integrato SSO (Single Sign On) basato su Active Directory: in pratica l’accesso a Scalix tramite Outlook avviene nell’ambito delle credenziali di accesso a Windows (esattamente come Exchange).

Anche Scalix comunque, come tutti i server di posta, soffre. E soffre si di un male che non ha nulla a che vedere con l’aspetto tecnico: la “pigrizia” degli utenti. Pigrizia che porta a mantenere nelle caselle postali migliaia di messaggi, risalenti alla notte dei tempi, nell’eterna convinzione che prima o poi mi serviranno anche queste mail vecchie. Tutto questo trasforma il server di posta in un archiviatore mostruoso sul quale gli utenti avranno sempre modo di lamentarsi perchè diventa lento nelle ricerche.

Ovviamente il lavoro dell’archiviatore NON lo deve fare il server di posta. Piuttosto dei servizi specifici che tengano traccia di tutte le email che passano dal server e le organizzino in archivi debitamente indicizzati che poi andranno interrogati successivamente. Tenendo la posta “archiviata” a parte è poi possibile tenere il mail server “snello” con dei clean-up periodici (magari settimanali) che eliminino dalle mailbox tutto quello che non è lavoro quotidiano.

La nostra scelta è caduta su MailArchiva, un software open, disponibile sia in versione “community” (gratuita) sia in versione “enterprise” (a pagamento). Abbiamo adottato la versione community per l’archiviazione della posta.

Sia Scalix che MailArchiva permettono l’integrazione con Active Directory per l’autenticazione degli utenti e la loro configurazione è decisamente alla portata. Tuttavia MailArchiva, se attivata l’autenticazione con Active Directory, non trova nessuna mail per gli utenti. Perchè ? Il motivo è molto semplice. MailArchiva “legge” gli indirizzi email associati all’utente nell’attributo proxyAddresses dello schema di Active Directory (l’impostazione predefinita per chi ha installato Exchange) mentre Scalix scrive gli indirizzi email in un suo attributo nominato scalixEmailAddress. Ne consegue che MailArchiva non sa quali siano le email di pertinenza dell’utente che ha effettuato l’accesso e, a meno che non sia un admin, non ne mostra nessuna.  La soluzione proposta dal team di MailArchiva è quella di passare ad un sistema di autenticazione LDAP e di specificare quale sia l’attributo dello schema che specifica l’indirizzo email : a meno che non abbiate la versione Enterprise (a pagamento) è una spina nel sedere.

La vera soluzione è molto più semplice e di facile implementazione. Basta copiare gli indirizzi email presenti nell’attributo scalixEmailAddress e metterli anche nell’attributo proxyAddresses (che è un attributo standard di Active Directory e quindi presente anche se non avete Exchange montato). I due attributi hanno forme sintattiche leggermente diverse ma con un piccolo script (facilmente schedulabile) potete mantenere allineate le informazioni.

Siete pigri ? … vabbè … ecco lo script per farlo.

Download ScxPAUtil.zip

Scarica lo zip ed estrai il contenuto (incluse sottodirectory) in una cartella di tua scelta. Per lanciare l’allineamento tra i due attributi basta eseguire, da una macchina membro del dominio e nelle credenziali di un utente che ha diritti di scrittura su AD:

cscript ScxPAUtil.wsf

Verrano eseguite le seguenti operazioni :

  1. Estrazione di tutti gli oggetti “user” dallo schema Active Directory
  2. Se l’oggetto user non è associato ad email Scalix, l’attributo proxyAddress viene svuotato
  3. Se l’oggetto è associato ad email Scalix, l’attributo proxyAddress viene popoplato (o aggiornato) con i valori presenti in scalixEmailAddress.

Semplice e lineare. Ora MailArchiva “vede” le email corrette.

Blackberry e Thunderbird possono parlarsi

Ho già detto di come sia possibile sfruttare le possibilità di sincronizzazione del vostro BlackBerry senza dover installare il, per me, fastidioso BlackBerry Desktop Manager ed utilizzando il software open-source Funambol. Nel test che avevo fatto mi ero limitato a provare il client Funambol per Outlook rimandando ad altro momento la prova del client Funambol per Thunderbird.

“L’altra data” è arrivata e, dismesso definitivamente Outlook dal mio desktop dopo che ho imparato ad apprezzare tutte le eccezionali caratteristiche di Thunderbird, mi sono cimentato con la sincronizzazione del BlackBerry: un successo, nonostante venga indicato essere un componente ancora sperimentale.

Il componente aggiuntivo di Thunderbird per la sincronizzazione del BlackBerry (alla data del presente articolo è disponibile la versione 0.9.1) si installa come tutti i componenti extra di Mozilla tramite un semplice file .xpi. Dopo l’installazione troverete nel menu Strumenti la nuova voce che vi permette di accedere al “classico” pannello di controllo di Funambol già noto nella versione per Outlook.

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Noterete subito che rispetto alla versione per Outlook non è disponibile la sincronizzazione degli elementi di tipo Note che non sono comunque gestibili da Thunderbird. Per gli elementi di tipo Contatti i dati vengono sincronizzati con gli elementi della Rubrica (eventualmente potete creare una Rubrica dedicata) mentre per quanto riguarda Calendario e Attività i dati vengono sincronizzati con le informazioni di Lightning.

Nella mia configurazione i dati salienti sono : Mozilla Thunderbird 2.0.0.23 e Lightning 0.9. quest’ultimo connesso al mio backend Scalix tramite iCal.

Nel menu Strumenti -> Opzioni di Mozilla troviamo il facile ed intuitivo pannello di Configurazione del componente nel quale potremo indicare le credenziali di connessione al server Funambol e quali siano i parametri per la sincronizzazione con Contatti e Calendari, lo schedulatore delle sincronizzazioni e l’utile visualizzatore dei log delle attività svolte.

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La sincronizzazione è tanto semplice quanto rapida: rispetto all’omologo per Outlook gode dell’indubbio vantaggio di non dover accedere ad elementi MAPI il che rende l’attività di sincronizzazione uno sparo. Unico neo, non comunque imputabile a questo fantastico componente, è il fatto che nella mia configurazione con iCal verso Scalix non sono supportati gli elementi di tipo Attività. Poco male comunque dato che in genere mi servono solo i Contatti ed il Calendario.

Ovviamente sul vostro BlackBerry non dovrete fare nulla di più di quanto ho già descritto nel precedente articolo.

E’ bene notare che Thunderbird dispone di una funzione che inserisce automaticamente in Rubrica tutti gli indirizzi email utilizzati almeno una volta: a questo proposito è bene configurare Thunderbird in modo che questi Indirizzi Collezionati vengano raccolti in una apposita rubrica separata per evitare di trovarvi la rubrica del BlackBerry riempita con decine e decine di indirizzi che non sono di uso frequente.

In conclusione la solita raccomandazione: assicuratevi che il vostro BlackBerry sia abbinato ad un piano tariffario dati altrimenti per ogni connessione pagherete un sacco di soldi.

Un’altro punto a favore del software open.

Scalix Connect per Outlook in italiano

Il connettore per Outlook offerto da Scalix è in inglese. Nulla di male per carità ma se il vostro obiettivo è quello di offrire ai vostri utenti una migrazione indolore da Exchange a Scalix facendo in modo che il loro Outlook appaia come sempre, allora potreste incontrare dei problemi: questo perchè l’utente pigro (e generalmente a digiuno di inglese ma espertissimo nel mandare power-point in inglese) solleverà molte obiezioni al fatto che la sua cara vecchia cartella “Posta in Arrivo” sia stata sostituita da una cripticaInbox” come pure la “Posta inviata” offuscata a favore di una misteriosa “Sent Items“. Tanto basta per sollevare un’agitazione popolare che lamenterà il fatto che non è vero che funziona tutto come prima, mettendo subito in cattiva luce l’azzardata scelta di cambiare server. Sob !!! Non parliamo poi delle astruse etichette che contraddistinguono il wizard di composizione delle regole Fuori Ufficio o quelle per lo smistamento della posta.

Grazie al cielo è possibile farsi la traduzione da soli seguendo le istruzioni riportate a questa pagina della wiki di Scalix. Attenzione però : non è facile come la fanno sembrare e, soprattutto, non potrete compilare la dll senza uno strumentino semplice semplice … Visual Studio 2005 o superiore nella versione a pagamento. Mi spiego : i requisiti minimi sono il Microsoft Resource Compiler (rc.exe) , incluso nel Microsoft Windows SDK v 6.0a, ed il Microsoft Incremental Linker (link.exe) di Visual C++. Per questi basta scaricarsi Visual C++ 2008 Express per avere gli strumenti di compilazione a disposizione. Per editare e tradurre i file delle stringhe di testo da tradurre avete poi bisogno di un banalissimo editor di testo come notepad, ma se volete un’editor un po’ più sofisticato vi consiglio Notepad++.

Tanto vi basta, secondo loro, per tradurre il connettore. Falsi come Giuda !!!

Prima di tutto vi serve una discreta esperienza sul come manipolare i file risorsa con un editor di testo senza fare casini e, molto importante, come interpretare le coordinate di posizionamento e dimensionamento delle label perchè molte frasi, in italiano, risulteranno più lunghe di quelle in inglese il che comporta spesso un troncamento delle etichette. Dovrete anche avere una discreta esperienza di programmazione per capire cosa tradurre e cosa no: a questo proposito sconsiglio assolutamente di andare con dei trova-e-sostituisci complessivi perchè fareste dei macelli e basta.

Ma quando finalmente, dopo qualche giornata di lavoro, vi siete passati e tradotti oltre 4600 righe di testo (mi riferisco alle risorse per Scalix Connect 11.4.4) e cercherete di lanciare la compilazione, vi accorgerete che mancano file di include essenziali. Questo perchè il file di risorse fa riferimento a librerie MFC (Microsoft Foundation Classes) i cui header non sono compresi nella versione Express di Visual Studio ma solo in quelle a pagamento. Da subito infatti vi mancherà il file afxres.h

Posso solo consigliarvi di scaricarvi una versione di prova di Visual Studio Professional, individuare i file include da inserire nell’ambiente di compilazione e tenerveli salvati. Eventualemente potete, subito dopo, disinstallare la versione di prova di Visual Studio.

Insomma un lavoraccio.

Se volete risparmiare tempo spero di farvi cosa gradita pubblicando il frutto del nostro lavoro sulla versione di Scalix Connect 11.4.4.

Attenzione …. questa dll va usata solo se state usando il connettore di Scalix 11.4
Per installarla :

  1. Assicuratevi di aver chiuso Outlook e che non ci siano processi di sincronizzazione pendenti (nel dubbio riavviate il pc e NON avviate Outlook)
  2. Andate nella cartella di installazione di Scalix Connect (tipicamente C:\Programmi\Scalix\Connect) e rinominate il file sclxres.dll in sclxres.dll.bak
  3. Copiate la sclxres.dll che avete scaricato nella cartella di installazione di Scalix Connect
  4. Avviate Outlook … che ora sarà in italiano.

Straattenzione ….

  • Questa dll la usiamo con successo in abbinamento ad Outlook 2007 anche se abbiamo testato il funzionamento sia sul 2000 che sul 2003
  • Se stavate utilizzando la versione di Scalix Connect in inglese, sicuramente vi verranno ricreate delle cartelle nuove ed al primo avvio non tutto potrebbe apparire tradotto correttamente (per esempio l’etichetta Public Folders è stata tradotta in Cartelle Pubbliche dopo il secondo riavvio di Outlook). Cancellate le “vecchie” cartelle in inglese ed eventualmente spostate i contenuti che sono rimasti nelle vecchie cartelle alle nuove.
  • Se avevate dei programmi di sincronizzazione che puntavano, ad esempio, alla cartella Contacts, dovrete riconfigurarli per puntare alla cartella Contatti. Stesso discorso per Tasks/Attività, Journal/Diario, Posta Indesiderata/Junk ecc.
  • BACKUP BACKUP BACKUP. Fatevi una copia di sicurezza del file originale sclxres.dll e anche dei dati sulla mailbox dal server (non si sa mai). Meglio se provate la libreria su un account di prova creando un profilo da zero.
  • NON RISPONDO DI NESSUN DANNO AL COMPUTER O AI VOSTRI DATI. IO VI HO AVVERTITO.

Qualsiasi commento su errori, imperfezioni o aggiustamenti è bene accetto. Eventualmente pubblicherò anche la traduzione per le versioni successive.

>> Clicca qui per scaricare sclxres.dll per Scalix Connect 11.4.4 in italiano – 485 KB (497.152 byte) <<

Aggiornamento del 18.08.2009
>> Clicca qui per scaricare sclxres.dll per Scalix Connect 11.4.5 in italiano – 485 KB (497.152 byte) <<

Aggiornamento del 12.01.2010
>> Clicca qui per scaricare sclxres.dll per Scalix Connect 11.4.6 in italiano – 485 KB (497.152 byte) <<

Prima di avviarmi in questo nuovo articolo dedicato a Scalix, desidero fare una premessa: non intendo far passare il concetto che Scalix sia in assoluto la migliore alternativa ad Exchange. Ci sono altre soluzioni per il groupware messaging, come Zimbra e Zarafa, per esempio che non sfigurano per nulla. Il motivo di questo mio accanimento con Scalix è molto semplice: abbiamo deciso di utilizzarlo e per il momento la decisione è presa. Non si tratta di ingiustificata cocciutaggine quanto, piuttosto, di una attitudine fondamentale che, a mio avviso, deve essere assunta da chi si lancia nel mondo open-source: ad un certo punto bisogna smettere con i test e concentrarsi sul come mettere in produzione una soluzione scelta. Il problema, infatti, dell’amplissima scelta che ci si trova di fronte, porta ad un allungamento spesso smodato dei trial di valutazione e, più si indugia nelle prove di soluzioni diverse più si apprezzano funzionalità diverse, a volte migliori, controbilanciate da carenze a volte essenziali. In questo modo si perde tempo prezioso quando il proprio target è quello di avviare una soluzione affidabile. Il concetto chiave è molto semplice: che si parli di mail server, di crm, di quelchevipare, difficilmente potrete trovare nel mondo open-source qualcosa che si attagli perfettamente alle vostre esigenze, qualcosa che sostituisca e rimpiazzi in modo assolutamente identico la vostra vecchia soluzione closed ed abbia anche – inutile negare che sia uno dei requisiti che molti cercano – la caratteristica della gratuità. Come ho cercato di spiegare in questo mio precedente articolo, ci sarà sempre del lavoro da fare per fare in modo che il nuovo software vesta come un abito su misura e vi aiuti nella gestione dei problemi quotidiani.

Detto questo … un altro aspetto che ho apprezzato di Scalix è la possibilità, con minimo sforzo, di integrare all’interno della medesima struttura, client di posta di natura diversa. Nel nostro caso specifico i due software principali sono Outlook (2007) e Thunderbird.

Ci si potrebbe chiedere perchè ci debba essere necessità di far coesistere due applicazioni che sostanzialmente dovrebbero fare lo stesso lavoro: spesso le aziende (e i fanatici) tendono ad assumere che ci debba essere una sola soluzione standard adottata universalmente, o una o l’altra. Ritengo questo ragionamento piuttosto miope e comunque in contrasto con un principio base : usa lo strumento migliore per ogni condizione di lavoro e per ogni ambito. Del resto, avrebbe senso che tutte le auto aziendali fossero dello stesso modello ed immatricolate tutte come autocarro ? Ovviamente no. Analogamente avrebbe senso dotare di Outlook tutti i pc aziendali quando su molti di essi la gestione della messaggistica da parte degli utenti NON prevede, per esempio, la necessità di condividere le informazioni libero/occupato degli altri utenti ? Ancora, ovviamente, no. Ha senso aumentare lo stack di investimento nel dotare tutte le postazioni di Windows quando molti utenti lavorano solo con applicazioni strutturate di data-entry ? No.

Nel nostro ambito la scelta di adottare Outlook per un certo tipo di utenza e Thunderbird per un altro è stata facile: le caratteristiche delle due applicazioni, costo a parte, sono molto differenti. Certamente entrambe permettono di inviare e ricevere posta elettronica, ma mentre Outlook è molto utente-centrico (gestisce la mia posta elettronica, il mio calendario, mi permette di integrare e sincronizzare le mie device ecc. mentre per “impersonare” utenti diversi devo affidarmi a sistemi di deleghe che non si attivano con un click-e-via), il secondo è estramente più flessibile nella gestione di identità diverse (senza dover riavviare il client tutte le volte), dispone di tonnellate di plug-in liberamente disponibili che possono aiutare nell’automazione di processi ripetitivi (per esempio QuickText), consente la modalità on/off-line senza necessità di componenti aggiuntivi, permette di disporre di identità connesse a Scalix e altre che scaricano la posta in POP da altre sorgenti e consente comunque di disporre di un sistema calendario condivisibile con gli altri utenti outlook (Lightning). Il tutto, ovviamente, a costo di licenza zero.

Tra l’altro, in ogni momento, gli utenti Thunderbird possono comunque accedere al simil-outlook offerto dall’interfaccia web di Scalix (Scalix Web Access) il che rende trasparente la base dati comune.

Collegare Outlook a Scalix è immediato: basta installare il connettore Scalix Connect per Outlook e configurare un nuovo profilo di posta connesso a Scalix Server. Una nota importante riguarda l’adozione di Scalix Smart Cache: se state configurando la posta per un desktop evitate di attivare Smart Cache in quanto difficilmente potrà accadere che vi sia la necessità di lavorare in modalità Off-line. Al contrario, se state configurando Outlook per la connessione a Scalix su un laptop o comunque su un portatile, vi tornerà utile attivare Smart Cache per le attività di consultazione della posta fuori rete.

Per quanto riguarda Thunderbird la connessione al server Scalix avviene tramite connessione IMAP.  Il difetto (si fa per dire) di Thunderbird è che al momento della prima connessione cercherà di creare sul server IMAP a cui è connesso, le cartelle fondamentali per il proprio funzionamento. Generalmente questo non è un problema ma se si desidera che la struttura delle cartelle con Thunderbird sia la medesima che viene visualizzata con SWA ed, eventualmente, anche utilizzando Outlook, è bene comprendere quale sia la struttura delle cartelle lato Scalix Server e come renderle obbligatorie per Thunderbird.

Se infatti si tenta di aprire il medesimo account una volta con Thunderbird e una volta con Outlook, ognuno dei due client creerà delle proprie cartelle che avranno significato particolare solo per quello specifico client. Ad esempio : Outlook (tramite il connettore Scalix) onora i nomi standard in inglese delle cartelle MAPI di base che sono Inbox (Posta in Arrivo), Outbox (Posta in Uscita), Waste Basket (Cestino), Calendar (Calendario), Contacts (Contatti), Tasks (Attività), Journal (Diario), Drafts (Bozze), Notes (Note) mentre, per la versione localizzata in italiano, la cartella della posta indesiderata viene chiamata appunto ‘Posta Indesiderata’ al posto dell’omologo in inglese Junk. Volendo condividere le medesime impostazioni tra Outlook e Thunderbird dovremo avere l’accortezza di configurare Thunderbird in modo che la cartella della Posta Indesiderata sia proprio quella scritta in italiano. Per eseguire questa impostazione basta accedere al menu Strumenti -> Impostazioni Account di Thunderbird e nell’apposita sezione modificare il nome della cartella di posta indesiderata.

Il mio consiglio è quello di accedere per la prima volta ad un account con Outlook, prendere nota dei nomi delle cartelle, e quindi modificare le impostazioni di Thunderbird di conseguenza.

A questo punto potete installare il plug-in Lightning per Thunderbird ed accedere al calendario associato all’account sul server Scalix. La configurazione è immediata. Create un nuovo calendario remoto (Sulla rete) di tipo CalDAV ed inserite come percorso la seguente riga :

http://<nome-del-vostro-host-scalix>/api/dav/Calendars/Users/<indirizzo-email-utente>/Calendar

Dopo la configurazione iniziale vi viene richiesto di inserire la password dell’account a cui appartiene il calendario … et voilà, anche su Thunderbird il calendario di Scalix con promemoria e allarmi come lo vedete (e impostate) su Outlook.