03 feb
Posted by: Andrea Lanfranchi in: Senza categoria
Sono ormai basito dalla quantità di post che mi capita di leggere, in genere tutti di questo tenore : “E’ da un po’ che il computer non è più velocissimo. Oggi lo riformatto che ne ha bisogno”. Oppure : “Per essere più sicuro ogni tre mesi riformatto il pc.” O ancora : “Non so come risolvere questo problema. Se formatto tutto e reinstallo va a posto ?”
Roba da far cadere le braccia.
Il paradosso dell’era tecnologica è che la tecnologia non la conosce nessuno, o quanto meno sono molto pochi quelli che riescono a maneggiarla. E con maneggiarla non intendo certo pretendere che tutti gli utenti di un personal computer si sappiano costruire macchina e sistema operativo da soli. Ma almeno sperare che qualche base sia acquisita.
Invece no : fatta eccezione per un limitato parco di utenti intrinsecamente curiosi e poco arrendevoli, che si diletta a provare cose nuove (li troverete quasi tutti nel mondo Linux), resta un infinito di gregge di “pecore” che di fronte ad un computer perde qualsiasi capacità analitica e critica. Pretendono di usare il computer come le slot machine del bar sotto casa: schiaccio i bottoni ad-cazzum e qualcosa mi aspetto che succeda. Sono quelli che cercano il download del programma apposta per fare qualsiasi minchiata, fosse anche spostare un file da una cartella all’altra (Salvatore Aranzulla fa la sua fortuna parlando a questi imbesuiti). E più scaricano e installano roba totalmente inutile (basta sapere usare decentemente quattro o cinque comandi da riga di comando) più caricano le loro amate/odiate macchine di bloatware schifosi che inzeppano gli hard disk di codice malfatto, totalmente inutile e spesso … con la sorpresina.
E quando alla fine il buon computer non ce la fa più a raccapezzarsi (figuriamoci l’utente) … ecco allora l’idea magica : formatto. Alcuni addirittura formattano e reinstallano, perdendo giornate intere, solo perchè sono convinti del fatto che sia una buona pratica … come portare l’automobile a fare il tagliando ogni tot kilometri percorsi.
Ricordate solo una cosa cari formattatori selvaggi : formattare non è la soluzione dei problemi, è solo un modo per non affrontarli. Dopo qualunque formattazione il computer tornerà “forse” a funzionare come uscito di fabbrica ma nulla impedirà di compiere gli stessi, banali errori che vi hanno incasinato tutto. Dovreste formattare invece il cervello ed incominciare ad ammettere che non sapete gestire un connubio hardware/software così complesso e delicato. Imparare, con umiltà, che prima di avventurarvi in “miracolose” operazioni … forse chiedere un aiuto a chi ne sa qualcosa di più potrebbe salvarvi dati e tempo e, soprattutto, non romperete più le balle dicendo all’amico di turno : “Io non ho fatto niente ma adesso non mi carica più …”
Sfogo !
19 gen
Posted by: Andrea Lanfranchi in: Senza categoria
La media ormai è arrivata ad una ventina di telefonate al giorno. Il tenore è questo :
(*) Gli argomenti offerti sono sempre gli stessi : telefonia, caffè, olio, distributori automatici, servizi di traduzione
Trovo sia di una violenza inaudita scassare le palle della gente al telefono decine di volte al giorno (regolarmente accade infatti che lo stesso tipo/a che ha telefonato, richiama dopo 10 secondi – dieci – componendo gli altri numeri delle nostre linee). E poi … dico io, ma se già una volta il nostro nominativo vi ha dato buca … cosa diavolo mi venite a rompere di nuovo ? Stupendi poi sono quelli che si “spacciano” per grandi aziende quando in realtà sono piccoli rivenditori locali che fanno numeri a caso: “Mi dici, o grande imbecille, che cavolo mi illustri a fare l’offerta per passare a Telecom, se io sono già un cliente Telecom ?”.
Tra l’altro bisogna pure stare attenti a come si risponde a ‘sti tizi. Basta infatti farsi scappare un “SI” bello chiaro e scandito per trovarsi di colpo ad aver aderito alla mirabolante offerta del momento. Giusto a titolo di esempio vi riporto l’esilarante telefonata intrattenuta dal sottoscritto con uno zelante Telemarketer della Telecom:
La prossima volta che vi telefonano … mandateli a quel paese.
Egr. On. Presidente,
Le scrivo per manifestarle tutto il mio appoggio alla proposta che vedrebbe portata l’aliquota IVA, applicata ai servizi televisivi a pagamento via satellite, dal 10% al 20%.
Come tutti gli aumenti di imposizione, che hanno diretto effetto sui consumi, questa misura risulterà sicuramente impopolare, ma non posso fare a meno di considerare alcuni aspetti che la rendono opportuna se non addirittura dovuta.
Il primo aspetto è da riferirsi alla presenza di un’aliquota agevolata al 10% su detti servizi. Perchè ? Forse che l’abbonamento a SKY costituisce bene di prima necessità come il pane ? Non lo credo proprio.
E’ tempo quindi che il consumatore abbia percezione di cosa è veramente necessario e cosa non lo è, interrompendo quella continua catena di lagnanze che non gli fa accettare una situazione economica e sociale profondamente cambiata nella quale non più tutto è possibile.
La quasi totalità degli acquisti di consumo è soggetto ad una aliquota del 20%. Ben venga che questa venga applicata anche ad un servizio che può definirsi solo voluttuario. Di certo un aumento del costo finale per l’utenza non potrà essere considerato lesivo dei diritti del cittadino ad una informazione pluralista.
Passando a considerare poi l’impatto che questa misura potrà avere sull’azienda SKY davvero faccio fatica a pensare, o immaginare, che questo potrà essere catastrofico per le sorti dell’iniziativa Murdock in Italia. I motivi di questo pensiero sono presto detti. Innanzitutto, come detto sopra, sono convinto del fatto che chi oggi può permettersi un abbonamento SKY (io sono tra questi) non verrà certo turbato da un aumento del costo dell’abbonamento nell’ordine di 40~50 Euro all’anno. Personalmente, ma questo esula dall’analisi che vi sto proponendo, ritengo invece uno scandalo che l’abbonamento a SKY abbia un costo così elevato in funzione dell’aumentato (a dismisura) volume pubblicitario che si sopporta sui canali SKY. Questo eventualmente potrebbe essere motivo di recesso dal contratto, non già l’aumento dell’aliquota IVA.
Un banale calcolo matematico di scorporo dell’IVA, poi, rivela che se l’azienda SKY volesse mantenere invariato il prezzo finale pagato dai propri abbonati dovrebbe ridurre il costo dell’abbonamento solo del 8,33%. Questo mi porta a due conclusioni. La prima riguarda un comportamento “responsabile” che dovrebbe tenere l’azienda nei confronti della propria clientela e del paese Italia proponendo una leggera riduzione dei propri prezzi (la crisi dei consumi in corso sta portando ad una riduzione dei prezzi generalizzata mentre SKY, di fatto monopolista nel proprio ambito, al contrario li aumenta) evitando quindi di scaricare in toto sui consumatori l’effetto dell’aumentata imposizione IVA.
La seconda considerazione deriva dagli annunci della prima ora proprio dell’azienda “colpita” la quale, con grande enfasi di marketing, avrebbe proposto di farsi carico dell’imminente aumento. Sono sufficientemente cresciuto per comprendere che nessuno regala nulla per nulla: se l’azienda può permettersi di sostenere l’onere di una riduzione del 8.33% nelle proprie formule di abbonamento certamente allora gode di marginalità ben superiori che, per quanto mi riguarda, sono assolutamente ingiustificate dalle condizioni contingenti di mercato ed ottenute grazie alla totale assenza di offerta concorrente.
Senza contare, ed i dirigenti dell’azienda ben lo sanno, dell’enorme beneficio di marketing che questa iniziativa potrebbe apportare.
Concludo ricordando che SKY ha goduto di una imposizione IVA c.d. “agevolata” in funzione di premesse iniziali non completamente rispettate (vedasi anche decoder unico). Ritengo, dato il successo della televisione via satellite, che tale “agevolazione” non abbia più ragione di essere e anzi sia meritorio che eventuali benefici possano essere trasferiti ad altri settori ben più in difficoltà, se non in crisi piena. Non dimentico poi che la stessa azienda di Murdock ha goduto (o forse gode ancora ?) di importanti benefici legati alla produzione ed invio della propria rivista, considerata, davvero non mi capacito del come, “prodotto editoriale” quando in realtà altro non è che il catalogo programmi.
Di questo, credo, dovrebbe occuparsi l’Opposizione di Governo cercando di apportare migliorie e nuove proposte invece di blaterare invano su conflitti di interessi, che, seppure presenti, non sono l’argomento sui cui far convergere le iniziative politiche che dovrebbero alleviare le sorti di un paese, il nostro, così in difficoltà.
Concludo ringraziando per il tempo accordatomi e mi permetto augurarLe ogni miglior prosieguo della Sua attività.
Segnalato da un’articolo de “Il Giornale” sono andato a curiosare in un gruppo di facebook che esprime il proprio desiderio di veder fisicamente eliminato dalla faccia della terra, dopo innumerevoli torture, l’attuale Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi.
Francamente rimango allibito dalla virulenza e dalla stupidità di tanti commenti letti nonchè dalla completa insipienza dell’introduzione al gruppo lasciata dai qualificatissimi amministratori. I normali limiti dell’ars delatoria vengono abbondantemente superati con dichiarazioni di odio cieco e profondo, senza alcuna analisi critica neppure suffragato da una seppur minima conoscenza della storia italiana. L’orrendo papocchio introduttivo con il quale si condannano genericamente fascismo, comunismo, capitalismo e chi più ne ha più ne metta, non giustifica, a mio parere, nemmeno minimamente l’odio verso il Berlusconismo (ma esiste ?) e le sue apparenti malefatte.
Se da un lato posso essere d’accordo su un eccessivo protagonismo del Premier che più di una volta si è speso per proteggere propri interessi, non posso certo concordare sull’idea che causa dei mali italiani sia solo e soltanto lui. Piuttosto inviterei gli aderenti a quel gruppo (ed altri di identico tenore) a riflettere sul modo in cui la loro apparente lotta politica si concentri solo ed esclusivamente sulla persona piuttosto che sulle reali ragioni del dissesto italico. Dissesto che viene da lontano, nel quale tutti i colori politici hanno affondato le radici con politiche clientelari, di malversazione e concussione. Dissesto che oggi viene innalzato da tutta l’opposizione a migliore condizione possibile rispetto al, magari rozzo, ma pur sempre tentativo di cambiamento. E così le manifestazioni studentesche protestano (sanno davvero contro cosa ?) purchè tutto rimanga com’è, i sindacati e i lavoratori continuano a protestare affinchè Alitalia continui bellamente a mangiarsi 2.3 milioni di euro al giorno, gli statali inveiscono contro le politiche antifannulloni, e si scende in piazza per protestare: contro chi e contro cosa è poco importante.
In questo clima di totale ignoranza politica e sociale siamo ormai con le chiappe per terra grazie soprattutto a coloro che pensano che lo stipendio sia un diritto insindacabile dell’Uomo mentre il Lavoro ( con la L maiuscola ) vada pagato a parte.
Altro che Berlusconi.
… domani mattina restituisco il decoder.
Sono stanco
ciao ciao sky
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